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RIGENERARE CORVIALE | 2015 Roma – Italia

Il Corviale costituisce un modello unico di alta densità abitativa. È stato concepito come organismo autonomo ed autosufficiente a salvaguardia del territorio circostante, contro il consumo indiscriminato di suolo, tipico dello sprawl urbano. Malgrado questa qualità e malgrado il suo essere architettura iconica ed ideale, il degrado degli edifici, il non completamento del complesso e una condizione generale di disorientamento e alienazione legate ad alcuni aspetti tipologici non hanno reso possibile, negli anni, lo sviluppo di relazioni significative con il contesto immediato e con quello più esteso. D’altra parte la condizione così specifica e ricca di Corviale offre enormi possibilità di trasformazione senza offuscarne l’essenza, la connotazione simbolica, la sua capacità di essere città.

Una soglia territoriale fra città e campagna
La proposta di progetto intende ricostituire, alle diverse scale dimensionali, un sistema chiaro di relazioni degli spazi pubblici e di circolazione -“dal territorio al pianerottolo” – recuperando l’originaria intenzione di costituire un “pezzo di città”, soprattutto alla scala intermedia della città.

In questo senso, viene ricostituita una condizione geografica in cui tutto il complesso del Corviale appare come una condensazione costruita che interpreti, nell’attacco a terra, l’orografia originaria di un territorio in cui i cambi di quota sono progressivi e continui, senza strappi, con percorsi fluidi e articolati come nei processi di formazione delle città storiche che hanno metabolizzato in modo naturale ed economico ogni corrugazione del terreno.

Il progetto interpreta una sequenza sistematica di sezioni trasversali sul crinale, per considerare uno spessore di intervento che varia tra 70 e i 200 metri (e quindi non solo i 37 metri del mero attacco a terra dell Corviale, In questo “scanner territoriale” si individuano i luoghi principali di attraversamento, oltre alle permeabilità puntuale lungo il kilometro.

Un attraversamento “basso” in corrispondenza del Corpo D alla quota +51.50: eliminazione delle funzioni al p.t ivi compresa demolizione del supermercato retrostante al Corpo II per connettere Corviale all’Agro; (Vedi immagine sezione intervento artista 2)
Un attraversamento intermedio alla quota +55.50 che, intercettando l’attuale cambio di quota di 6 metri fra i blocchi D ed E, lo trasforma da “frattura” a “cerniera” con l’edificio a ponte destinato al Centro per la Ricerca sulla Biodiversità;
Un attraversamento “alto”, alla quota +61.58 in corrispondenza del Nodo EF che si riconnette anche al percorso su cui affacciano i negozi.
Lo schema rigido dei percorsi veicolari, che ingabbia oggi Corviale, segmentandolo in fasce longitudinali separate una dall’altra, viene ripensato anche a favore delle persone; viene proposta una sequenza di avvicinamento, di attraversamento dell’edificio che lo renda finalmente in grado filtrare, ordinare, orientare e riaprire verso altre prospettive.

Per allentare la “morsa” si propone un sistema carrabile più fluido: un nuovo anello paesaggistico continuo a senso unico via Ferrari-via Poggio Verde, percorribile in senso orario, con due raccordi trasversali a doppio senso di marcia, che attraversano l’Edificio in corrispondenza dei due Nodi Servizi BC ed EF.

Lungo via Poggio Verde
La via Poggio Verde viene traslata, modificandone il tracciato da strada rettilinea in curvilinea, una strada che si inflette generando spazi verdi più stretti o più ampi, producendo così un sistema di differenze spaziali che caratterizzano lo spazio pubblico e disegnano il parco mentre si attraversa per arrivare agli ingressi.

Questo spostamento produce inoltre l’introduzione della scala intermedia, segnata dal parco pubblico che dilata lo spazio del piano terra di Corviale all’esterno: la zona antistante Corviale accoglie tutte le rampe ai garage, i giardini, gli spazi gioco, i nuovi percorsi pedonali verso le residenze, l’intervento artistico, e in corrispondenza di Corviale Centro, una ampia piazza che degrada da +61.58 a +51.50, su cui si affacciano i negozi e le attività di ristoro.

Episodio centrale e spazio pubblico di riferimento della vita civile, la piazza intercetta la frattura esistente del Blocco D e la trasforma in un vero e proprio spazio di connessione trasversale, riconnettendo il percorso di attraversamento con una terrazza pubblica posta fra il corpo I e il corpo II e aperta sull’Agro romano. Dalla medesima quota si accede anche al Centro di Ricerca della Biodiversità, un edificio sospeso e connesso ai diversi livelli che raccorda le quote principali di tutto il complesso.

A ridosso di Corviale e per tutta la sua lunghezza, un nuovo percorso pedonale esterno protetto da una pensilina organizza il sistema degli accessi, arricchito dai nuovi atri e dai collegamenti verticali riqualificati e messi a norma.

Lungo via Ferrari
Per stabilire un nuovo rapporto fra il corpo I e il corpo II con una vera e propria strada di quartiere, viene eliminata la circolazione ad anelli con i relativi accessi ai garage del Corpo I (ad eccezione di quelli per il Blocco E a quota +52.50) e la strada viene abbassata in corrispondenza dei Blocchi A e B punti per ottenere una sezione longitudinale continua da +47.80 a +56,75. L’ampliamento della sezione stradale permette di costituire una vera e propria via, a servizio delle nuove funzioni, progettata per una mobilità lenta e per la fruibilità pedonale.ngo la strada sono ricavati alcuni parcheggi a raso ad uso del corpo II , mentre il lato a ridosso del corpo I, lungo il chilometro, è costituito da un’opera basamentale in cui si alternano i laboratori degli artigiani e gli spazi dedicati al co-working, e un argine/scarpata di vegetazione . Questa alternanza di settori minerale/vegetale/minerale permette una variazione del paesaggio interno della via Ferrari che gode così di una differenziazione simile a quella introdotta con la nuova Poggio verde. Sulle coperture degli atelier sono ricavati dei giardini/orti didattici, destinati in particolare ai residenti delle case in linea, che attualmente non beneficiano di nessuno spazio aperto di pertinenza.

Si prevede inoltre
Una progettazione partecipata riguardo l’istituzione e la gestione degli spazi a carattere pubblico
Un intervento complessivo di illuminazione (social light)
La realizzazione di un distretto sostenibile in linea con gli approcci smart building e smart city
Sistemi intelligenti per incrementare l’efficienza, la sicurezza e la qualità di Corviale
Efficientamento energetico delle nuove funzioni attraverso impianto fotovoltaico in coperture Corviale
Efficientamento dei collegamenti verticali
Illuminazione ad alta efficienza (led) e sistemi di gestione e controllo per l’illuminazione pubblica
Recupero delle acque meteoriche per irrigare le aree verdi

Rigenerare Corviale – gruppo di progettazione

Laura Peretti architetto – capogruppo

Giulia Fortunato architetto
Giuseppe Di Costanzo architetto
Andrea Amelio architetto
Erik Ingvert architetto

Consulenti:
Silvia Milesi architetto (strategie urbane)
Maestro Mimmo Paladino (artista)
Carlotta de Bevilacqua architetto (lighting)
Paola Caputo ingegnere (sostenibilità)
Andrea Cinuzzi ingegnere (strutture)
Irene Ranaldi (sociologa)
Mara Filippi architetto paesaggista

Collaboratori:
Leonardo Ricci architetto
Nicola Fiorillo architetto
Laura Pessoni dottore

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